Ubuntu 16.10 – Recensione a caldo

Ed eccoci qui oggi a parlare di Ubuntu 16.10, la nuova versione di Ubuntu uscita da pochi giorni.

Ho provveduto a scaricarla, installarla e successivamente provata. Ora sono qui a dirvi le mie impressioni su questo rilascio.

Sinceramente parlando potrei concludere qui questo articolo e rimandarvi alla mia recensione della LTS 16.04, in quanto non è cambiato niente, ma vorrei prima dire due parole su questo nuovo rilascio, in quanto, oh guarda che novità, ci sono diversi problemi che io reputo gravi. Questi problemi erano presenti sia nella versione LTS, e ora al posto di essere stati risolti, sono rimasti e se ne sono aggiunti altri alla lista. Direi che possiamo definire questa versione come una nuova raccolta di bug.


Unity 8

Iniziamo a parlare del nuovo DE che puntualmente Canonical promette di portare. Ovviamente anche in questo rilascio è presente Unity 7, affiancato da Unity8, installato sempre nello stesso sistema. Al momento del login è possibile scegliere se si vuole usare il desktop predefinito, quindi Unity 7, oppure la nuova sezione con Unity 8

Ho provato ad avviare la nuova sessione, ma non si avvia correttamente, va in crash e ritorna alla schermata di login.

Fattore alquanto brutto, secondo me, e che ovviamente fa perdere credibilità alla distro.

Unity 7

Ovviamente non possiamo non parlare del desktop Unity 7, preinstallato in Ubuntu.

In questo rilascio, il DE risulta ancora più pesante e più lento. Sembra che ad ogni rilascio, peggiorino qualcosa. In termini di prestazioni non ci siamo proprio. Non è possibile che un DE occupi molte e secondo me troppe risorse della GPU, CPU e RAM Se io fossi in Canonical, provvederei a modificare radicalmente il progetto.

Ecco uno screen del desktop

ubuntu-destop

Graficamente l’unica cosa che sia cambiata è lo sfondo.

Poi ovviamente vedremo in dettaglio, tutti i vari cambiamenti che ho notato.


Il sistema di base

Prima di procedere a descrivere dettagliatamente il sistema operativo, direi di vedere alcuni dettagli e informazioni importanti.

Kernel

La versione attuale del kernel installo è la 4.8.0, quindi una versione veramente recente del kernel Linux. Questo aspetto è alquanto positivo, in quanto permette di avere una buona compatibilità con nuovi dispositivi, anche se non dovrete aspettarvi che risolva tutti i problemi di compatibilità con le nuove schede video, audio, di rete ecc..

kernel-preinstallato

Driver

Dato che abbiamo visto molto velocemente il kernel del sistema operativo, e abbiamo accennato il discorso driver, è giusto parlare un po’ più approfonditamente sui driver.

Durante l’installazione Ubiquity vi farà installare, con previo consenso da parte vostra, tutti i driver proprietari necessari. Li sceglierà, scaricherà ed installerà automaticamente Ubiquity. Il problema è che anche se avviene questa procedura, sarete comunque costretti ad andare nel pannello dei driver proprietari ed installare quelli richiesti, in quanto in automatico non vi installerà tutti i driver necessari. Questo succede in quanto l’installer Ubiquity non installa driver proprietari, ma solo driver liberi.

Infatti a prova di quello che dico, vi faccio lo screen del mio gestore driver, in qui ho dovuto installare un driver proprietario.

driver-aggiuntivi

A proposito di questo problema, alcuni utenti segnalano il fatto che Ubiquity abbia installato in modo automatico alcuni driver proprietari. Altri, come nel mio caso, ciò non è avvenuto. Non so dirvi per quale motivo ciò avvenga, però ci sono questi problemi.

Gestione software

Dato che il gestore dei driver proprietari è situato all’interno dell’interfaccia di gestione dei repository e dei software, direi di parlare brevemente della nuova gestione dei repo e degli aggiornamenti.

Nuova è un parolone, dato che non è cambiato assolutamente nulla, sia graficamente parlando, che funzionalmente. L’unica cosa che è stata modificata, è la versione di dpkg, ovvero il sistema di distribuzione dei pacchetti Debian ed è stato aggiornato apt.

gestore-repo-e-aggiornamenti

dpkg-e-apt-versioni

Intanto che ci siamo parliamo degli strumenti messi a disposizione da Canonical agli utenti, per cercare e installare nuovo software.

Innanzi tutto è presente, come software center, Gnome Software, rinominato Ubuntu Software, alla versione 3.20. Questa nuova versione di Ubuntu Software, non è proprio nuova, in quanto è stata rilasciata la versione 3.22 di questo programma. Inoltre c’è da dire che la versione adottata di questo programma in questo rilascio di Ubuntu, è la stessa vista in Ubuntu Gnome 16.04 e se non erro anche in Ubuntu Unity 16.04

ubuntu-software

Questo software center permette di installare nuovo software, disinstallare i programmi installati precedentemente nel computer e permette di aggiornare il sistema operativo.

Non è già preinstallato un gestore pacchetti come synaptic.

Risorse occupate dal sistema operativo

Ecco a voi una panoramica più o meno affidabile (questi valori dipendono dal del vostro computer, dai programmi installati nel sistema operativo e da altri fattori), delle risorse utilizzate dal sistema operativo senza programmi aperti.

Preannuncio che Ubuntu è installato in versione 64 bit.

risorse-utilizzate-dal-sistema

Mi pare di notare che c’è un uso veramente spropositato della CPU. Io non vorrei dire niente, ma secondo voi è possibile lavorare in un sistema operativo che consuma così tanto?

Le alternative sono 2. O vi comprate un computer con prestazioni eccezionali, altrimenti quando avrete aperto più di 6 schede di un browser il sistema operativo va in blocco in quanto non ci sono più risorse disponibili da utilizzare.


Ok una volta visto questi aspetti fondamentali del sistema operativo, andiamo a descrivere a fondo questa nuova versione di Ubuntu.

Io in questo genere di articoli mi vedo costretto a esporre le mie argomentazioni i punti. Questo lo faccio perché altrimenti, dato che c’è molto da dire, rischio che quello che scrivo non sia molto chiaro.

Desktop e impostazioni

Avevamo accennato all’inizio del fatto che non ci sono novità sul desktop. E lo riconfermo nuovamente. Il desktop è uguale identico rispetto a quello visto nella versione precedente.

Possiamo anche notare che le impostazioni del desktop siano praticamente identiche rispetto alla versione 14.04 di Ubuntu, quindi in pratica da ben due anni, non si sono visti dei cambiamenti nel desktop.

impostazioni-desktop

Anche il pannello generale delle impostazioni non è assolutamente cambiato.

impostazioni-generali-ubuntu

La cosa sconcertate è che neppure le icone sono cambiate. Non hanno cambiato nulla ne dal punto di vista grafico e a livello funzionale non ho visto particolari novità degne di nota. Hanno aggiunto qualche spunta qua e la, ma nulla di eccezionale. Cose veramente superflue.

Ma io vorrei soffermarmi sull’impostazione backup, che consente appunto, di creare una copia di sicurezza dei propri file. Ma vi rendete conto che non si sono neppure applicati per collegare questa impostazione ad un cloud, ad esempio non so, Google Drive, cosa che fanno ormai tutti i sistemi operativi, Open e non da anni.

Infatti il backup verrà effettuato in una cartella locale del computer. Quindi o all’interno del vostro hard disk, o all’interno di un hard disk esterno.

Questa, pertanto, è una funzione inutile.

funzione-backup-ubuntu
Rimanendo sempre tra le impostazioni, andiamo a vedere i dettagli del sistema operativo, che ci confermano il fatto che stiamo usando la versione 16.10 di Ubuntu

dettagli-sistema-ubuntu

Andiamo a vedere inoltre le più importanti applicazioni predefinite.

applicazioni-predefinite-ubuntu

Per internet troviamo Firefox alla versione 49. Questo browser viene proposto nei suoi default, senza alcuna apparente modifica.

versione-firefox-ubuntu

Perdonatemi, ma non posso far altro che notare che la barra Unity attiva,affiancata ad una finestra a pieno schermo, fa sempre più schifo.

Come gestore email troviamo Thunderbird alla versione 45.3

thunderbird

Per la gestione degli eventi troviamo Gnome Calendar alla versione 3.20.4, che a differenza di quello che succede nel DE Gnome, in Unity questa applicazione non è per nulla integrata con il sistema operativo e quindi non segnala eventi, avvisi, non segna nel calendario di sistema gli eventi. In poche parole non serve a nulla.

gnome-calendar-ubuntu

Come lettore musicale troviamo Rythmox, riproduttore musicale obsoleto, abbandonato da Gnome alla versiome 3.4.1, in quanto è veramente poco pratico, poco funzionale. Diciamo che è stata una scelta scadente, che Canonical però continua a commettere in ogni versione.

rhythmbox-ubuntu

Come lettore video troviamo Gnome Video, alla versione 3.22. Nei repo, cosa veramente grave, il pacchetto è nominato ancora Totem. Dico ancora in quanto non si chiama più con questo nome da circa 4 anni. Se a voi sembra normale questa cosa, ovvero che non aggiornano i repo.

Una cosa che ho notato è che non hanno compilato il pannello informazioni del programma. Quindi sono costretto a farvi vedere la versione del software dal terminale.

gnome-video-ubuntu

Come visualizzatore di immagini troviamo gnome-photos alla versione 3.20. Questo programma è segnato nei repo sotto un altro nome, cosa grave, a mio avviso.

gnome-photos-ubuntu

La versione del terminale che adotta Ubuntu 16.10 è la 3.20.2

gnome-terminal-ubuntu


In tutta questa carrellata di informazioni, abbiamo potuto constatare che le versioni dei programmi di Unity sono tutte discordanti versioni di Gnome, che comportano gravi problemi di instabilità, in diverse circostanti. Infatti Unity non è che sia poi molto stabile come DE.

Questo problema lo abbiamo notato con la versione di Ubuntu con il DE Gnome. Canonical puntualmente compie gli stessi errori con Ubuntu. Sembra quasi che gli sviluppatori si divertono.


Ritorniamo ora nelle impostazioni e andiamo a vedere le applicazioni predefinite per l’apertura e l’utilizzo delle varie periferiche collegate al sistema.

dispositivi-removibili-ubuntu

Nessuna applicazione predefinita è stata impostata. Questo vuol dire che tutte le volte che si collega, non so, un dvd, un cd, un lettore multimediale, si deve perdere tempo a selezionare l’azione da compiere in quanto il sistema non è stato impostato per gestire le varie periferiche in modo automatico.

Sono piccolezze, lo so, che potrebbero essere anche sorvolate, ma io sono uno che a certe cose ci fa caso. Devo dire che Ubuntu è l’unica distribuzione che non imposta correttamente questo genere di parametri.


Bene, ora che abbiamo visto svariate applicazioni e tutte le loro relative problematiche, andiamo a vedere il file manager, ovvero Nautilus, chiamato da diversi anni files. Ovviamente nei repo di Ubuntu, viene ancora chiamato nautilus. Perché aggiornare i nomi dei software costa troppa fatica, a quanto pare.

file-manager-ubuntu

La versione di Nautilus è la 3.20.3, come lo conferma questo screen

versione-file-manager-ubuntu

Non c’è bisogno che vi dica che potevano implementare la 3.22. Tanto lo sapete come la penso.

Questa nuova versione presenta diverse novità, ovvero tutte le novità viste nella versione 3.20 di Gnome. Quindi non sto qua a soffermarmi su queste novità, in quanto sarebbe inutile.

La cosa che io mi soffermo è la funzione di integrazione del file manager con il cloud Google Drive. Questa funzione di default è disattivata in quanto si deve prima collegare l’account google a Unit dalle impostazioni.

Il problema è che Ubuntu è l’unica distro che non ha integrato, all’avvio del sistema, una finestra che consenta una configurazione di base dell’ambiente desktop, e quindi anche della configurazione dei propri account online. Questo fa si che le operazioni devono essere fatte a mano dopo. Di certo non è una cosa difficile, e su questo ci siamo tutti, ma certamente potrebbe risultare macchinoso per i neofiti. E dato che Ubuntu è una distribuzione pensata per essere utilizzata dai neofiti, c’è da dire che queste mancanze risultano piuttosto gravi. Neppure in distribuzioni complicate come Kali, basata su Debian, presenta delle mancanze del genere.

Questo tipo di mancanza non è per colpa di un problema di sviluppo, in quanto sarebbe sufficiente integrare e magari modificare leggermente il modulo di configurazione di base di Gnome. Quindi queste mancanze sono presenti per via di uno sviluppo svolto da persone secondo me non proprio interessati completamente alla causa.


In definitiva abbiamo detto molto su questa distro. Ma in realtà, come accennavo all’inizio, avrei potuto chiuderla subito e lasciarvi alla recensione precedente. Non l’ho fatto perché so che ci sono molte persone che sono interessate ad Ubuntu, e quindi non volevo deluderle.

E poi, parlandoci chiaro, Ubuntu mi porta molte visual. Quindi utilizzo questa distribuzione che secondo me non merita nulla da diverso tempo, in quanto ormai il progetto è letteralmente fallito, per portarmi traffico. Eh si lo ammetto. Sono una persona che si approfitta di alcuni fattori. Ma lo faccio per una buona causa. Intanto informo le persone su questo brutto rilascio.


Con questo io concludo e vi aspetto al mio prossimo articolo

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2 thoughts on “Ubuntu 16.10 – Recensione a caldo

  1. maxxim70

    Complimenti, le tue recensioni, oltre ad essere fatte bene….sono anche interessanti e sopratutto utili, anche per chi come me, si è appena avvicinato al mondo di Linux!

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